“Le imprese e i commercianti sono la vera forza di Bologna”

Un servizio di Gabriele Morelli andato in onda al telegiornale di TRC.TV

Imprese, giovani e cultura. Le mie priorità per Bologna.

UNA MIA INTERVISTA PUBBLICATA SULLA RIVISTA DIGITALE IO L’IMPRESA DEL MESE DI MAGGIO 2016.

Perché hai deciso di correre per il Consiglio comunale di Bologna?

Ho deciso di mettere a servizio della città le mie competenze, maturate in oltre 15 anni di esperienza nel settore dell’assistenza e dello sviluppo delle piccole imprese, sui temi dell’innovazione manageriale e dell’internazionalizzazione. Sono abituata a lavorare per progetti e per stati di avanzamento. Ritengo che si tratti di un approccio utile anche a migliorare i servizi della Pubblica Amministrazione verso cittadini e imprese. Sono convinta che l’inserimento di figure come la mia all’interno di un contesto politico e istituzionale rappresentino una boccata d’aria fresca per l’Amministrazione di Bologna.

Raccontaci la tua storia personale.

Sono nata a Bari e ho 42 anni. Laureata a Napoli in Economia e Commercio, ho conseguito un Master a Bologna in Organizzazione e Sviluppo Economico. Dopo aver maturato un’esperienza come consulente presso il Comune di Bologna nel Settore Economia, ho lavorato in CNA Emilia Romagna come responsabile dell’Ufficio Internazionalizzazione e di alcuni settori tipici del Made in Italy e della creatività (moda, alimentare e artigianato artistico tradizionale). Attualmente seguo gli stessi settori e la giovane impresa per la CNA di Bologna, occupandomi principalmente della realizzazione di progetti a sostegno dei giovani imprenditori per la nascita e lo sviluppo di start up. Nel 2014 sono stata responsabile Università, Cultura e Ricerca del PD di Bologna.

Quali sono i temi principali su cui ti vuoi dedicare se eletta in Consiglio comunale?

Le tre parole chiave su cui ruota il mio impegno sono i giovani, le imprese e la cultura.

Tre progetti che ti piacerebbe portare avanti se eletta e tre criticità di Bologna che vorresti risolvere.

A mio avviso i punti critici su cui occorre lavorare sin da subito riguardano i regolamenti relativi agli adempimenti per le imprese. Una burocrazia che tende ad aumentare anziché diminuire rappresenta un grande disincentivo a fare impresa e a farla nel modo corretto. Vanno semplificati i regolamenti e ridotti sensibilmente i controlli ex ante, vanno dati tempi brevi e certi di risposta da parte della P.A., occorre fare controlli ex post sulla base di indicazioni chiare e fruibili on line.
Un’altra criticità riguarda le aree di sosta e gli accessi nelle aree pedonali del centro. Sostengo fermamente il lavoro svolto per migliorare la qualità dell’aria disincentivando l’utilizzo di automezzi privati, ma d’altra parte occorre facilitare chi deve entrare in centro per lavoro (anche per soste brevi) e i cittadini con problemi di mobilità (ad esempio disabili e anziani).
Sulla sicurezza e sulla percezione di insicurezza da parte dei bolognesi in alcune zone cosiddette “a rischio” della città credo infine che l’amministrazione abbia preso atto di alcune problematiche. Più in generale occorre rivedere alcuni aspetti della vita cittadina e rivitalizzare la vita dei quartieri: maggiori controlli e promozione di attività culturali e di socializzazione che il comune, in accordo con cittadini ed operatori commerciali, deve sempre più incoraggiare. Tre grandi idee che sarà mia premura promuovere sul territorio bolognese sono in primis un progetto per l’avvio di nuove imprese; poi una proposta per lo sviluppo dei mercati esteri e dell’innovazione per le piccole imprese con potenziale e che il Comune / Città Metropolitana potrebbe agevolare con i fondi di cui verrà dotato per lo sviluppo economico (penso ad esempio al sostegno delle botteghe artigiane che rappresentano anche un volano del turismo in città); infine mi piacerebbe lanciare un tavolo permanente per gli operatori culturali della Città al fine di evitare le sovrapposizioni e qualificare i diversi quartieri per specifiche e distintive proposte culturali in grado di attirare oltre ai cittadini anche turisti e visitatori.

Cosa significa oggi l’impresa e l’imprenditoria per Bologna?

Fare e sostenere l’impresa equivale a continuare ad assicurare benessere economico e sociale per tutto il territorio. L’impresa diffusa è stata il motivo della coesione sociale di Bologna e la crisi ha rischiato di spezzare questi legami anche dal punto di vista sociale. Se c’è più impresa c’è più benessere. Su questo non c’è dubbio.
Inoltre l’impresa è in sé una bottega dove si sviluppano competenze e questo consente anche una formazione continua dei nostri cittadini.

Pensi che per i giovani a Bologna ci siano opportunità sufficienti oppure occorra ancora molto altro?

Bologna è sicuramente un polo attrattivo per studenti e giovani professionisti di tutta Italia e stranieri. Da sempre offre diverse opportunità sia formative che lavorative in relazione con la richiesta delle imprese locali. Dopo un periodo nel quale era maturato un disinteresse da parte dei giovani nei confronti dei mestieri artigiani e della formazione tecnica, oggi assistiamo a un rinnovato interesse e in primis da parte delle imprese che non sempre riescono a trovare personale specializzato. Pertanto vorrei che il Comune investisse molto di più nella formazione sia tecnica che umanistica dei nostri giovani anche favorendo le imprese che accolgono in formazione / tirocinio e apprendistato queste figure.
Inoltre vanno sostenute e incentivate le professioni creative: credo che Bologna debba tornare ad investire su settori come la moda e le arti dove l’approccio al design e alla comunicazione è importante tanto quanto l’approccio manifatturiero.
Infine per l’avvio di nuove imprese si può puntare su finanziamenti, servizi e altre misure che rendano profittevole fare nuove imprese ed investire su quelle esistenti che necessitano di una trasmissione.

Due temi caldi per Bologna sono la sicurezza e la mobilità: cosa ne pensi e quali interventi sarebbero necessari?

Il tema della sicurezza viene sempre accostato al tema del degrado sia nelle periferie che nel centro (per esempio piazza Verdi), io credo che siano due argomenti distinti. Bologna viene percepita come una città poco sicura ma di fatto non assistiamo ad un fenomeno di criminalità dilagante: piuttosto possiamo parlare di episodi di microcriminalità e violenza gratuita che vanno contrastati con maggiori controlli e sorveglianza nelle zone calde, anche chiedendo di rispettare le regole nel momento in cui queste vengono infrante.
Bologna però sta salendo agli onori della cronaca anche per le infiltrazioni mafiose. Non abbassare la guardia e formare tecnici sempre più specializzati e in grado di contrastare questo fenomeno che colpisce anche e soprattutto appalti e contratti della Pubblica Amministrazione. Il tema della mobilità è un tema complesso da trattare e sul quale c’è ancora molto da fare. Si ha come la sensazione a Bologna di vivere all’interno di un cantiere infinito. Per questo motivo la nuova amministrazione avrà l’onere di completare i lavori avviati ma pure di rendere più razionale, intelligente e sostenibile il servizio di trasporto pubblico affinché sia in grado di servire i cittadini sulle tratte e negli orari nei quali si concentrano i bisogni, possibilmente ragionando su un sistema integrato tra Tper e il servizio di trasporto pubblico erogato da Taxi e da NCC.
Sottoscrivo in pieno il lavoro svolto sui T Days e sullo sviluppo e promozione di tutti gli strumenti di mobilità alternativa e sostenibile come il bike sharing, la tangenziale delle bici e il car pooling. Anche su questi aspetti, per andare incontro ai bisogni dei ciclisti e delle persone che usufruiscono di tali servizi, punterei sulla realizzazione di nuovi servizi di ricovero e di sosta dei mezzi.

Per rendere Bologna ancora più attrattiva sia verso i flussi turistici ma anche verso aziende e capitali che qui vorrebbero investire, cosa occorre?

Occorre puntare sull’innovazione delle imprese e soprattutto quelle che operano in ambito turistico, spingendole ad erogare servizi sempre più qualificati, attrattivi e distintivi rispetto ad altre città europee ed extraeuropee.
Puntare sul patrimonio immateriale e i beni intangibili, sull’Arte, sulla Cultura e sul nostro incredibile Paesaggio per rendere l’esperienza bolognese un’esperienza indimenticabile.
Bisogna poi continuare a lavorare su una programmazione pluriennale di sistema pubblico – privato e dotare l’agenzia Bologna Welcome delle risorse necessarie per continuare ad operare secondo gli indirizzi indicati.

clicca qui per vedere la videointervista a ISABELLA ANGIULI e all’Assessore MATTEO LEPORE.

Gli anziani e il futuro di Bologna

Incontro con i pensionati
Incontro con i pensionati

Risorsa insostituibile, gli anziani sono la voce di un pezzo di storia della città di Bologna, patrimonio di conoscenza e pilastro dell’altruismo sociale e della famiglia.
Pensionati e Over80 della nostra città ci raccontano una Bologna che è sempre stata la città del sociale, esempio virtuoso di integrazione e accoglienza. Si ha la percezione che per i nostri anziani però qualcosa si sia perso, e che la socialità che ha sempre contraddistinto i nostri luoghi si sia dileguata ormai anche dai centri per anziani, forse troppo pochi e troppo esclusivi. I Senior vorrebbero più punti di aggregazione scanditi da politiche sociali che siano più inclusive, che puntino su centri dove poter condividere valori e saperi con le generazioni più giovani, per uno scambio continuo e reciproco di ricchezza.

Gli anziani sono anche una risorsa straordinaria per la riorganizzazione del nostro tempo. Pensiamo a tutti quei nonni che si prendono cura dei nipoti. Collegati gli uni agli altri, anziani e bambini hanno il diritto di passare il proprio tempo insieme in condizioni migliori. Per esempio nei parchi pubblici, dove va assolutamente sostenuta una maggiore manutenzione del verde, la pulizia dei bagni, sedute adeguate, sorveglianza. Sono temi che l’amministrazione è chiamata a gestire con maggior attenzione, sostenendo le associazioni e i volontari che fanno tantissimo per il decoro di Bologna.

Molti volontari di Bologna sono infatti i cittadini senior – per citarne alcuni, i pensionati del centro Villa Torchi o della Barca, tra Corticella e la Bolognina – che tengono i bagni aperti fino a tardi per garantire l’igiene a tutti i cittadini e non solo ai soci dei circoli, che curano il verde, che presidiano gli spazi pubblici. Queste persone chiedono che anche a Bologna, come in altri paesi limitrofi, venga istituito un albo di cittadinanza attiva in terza e quarta età per lavori socialmente utili, anche perché gli enti chiedono sempre più servizi al volontariato (talvolta per contrastare la delinquenza notturna e la microcriminalità gratuita) e i nostri grandi sono disposti ad impegnarsi con piacere, ma allo stesso tempo chiedono che gli vengano garantite maggiori tutele e non solo in materia di Sanità e Previdenza Sociale.

Certo le attenzioni richieste rappresentano un costo per il comune, ma sarebbe un costo attivo con un ritorno inaspettato soprattutto in termini di dignità e arricchimento umano.

MA COSA CHIEDONO GLI ANZIANI AI FUTURI AMMINISTRATORI?

Gli anziani auspicano che la prossima amministrazione si impegni ancora di più nell’ascoltare, parlare e dare risposte ai cittadini, instaurando con tutti (e soprattutto con quelli più grandi) un rapporto sereno.

Inoltre chiedono alle nuove leve, ai giovani, i nuovi segretari cittadini sia di partito sia delle associazioni di relazionarsi con le segreterie nazionali, incontrarsi, riorganizzarsi e riorganizzare le idee ma soprattutto mostrare nelle proprie azioni coraggio politico, consapevolezza e responsabilità. Una richiesta forte. Di impegno. Impegno nel riallacciare le relazioni politiche e tornare a farlo in modo sano.
Perché il tema che tutti abbiamo a cuore è uno: Bologna e il suo domani.

#isabellacorre – mobilità sostenibile, logistica intelligente e trasporto sicuro.

Trasportare le persone è uno dei servizi alla città più delicati che ci possano essere. Per questo deve avvenire in sicurezza e dare sicurezza. Su questo terreno illegalità e abusivismi non possono essere tollerati. Chi presta il servizio, tanto quanto i cittadini che ne usufruiscono, deve poter contare su un monitoraggio ben organizzato per l’applicazione del piano anticorruzione.

Bologna deve continuare a garantire pedonalità e ciclabilità, in questo l’amministrazione ha già fatto passi da gigante sostenendo i T-Days e il bike sharing e molti cittadini si servono del car pooling che è un ottimo strumento, soprattutto per i più giovani, per spostarsi in città.

D’altro canto però tutti i cittadini a ridotta mobilità – penso ai nostri senior ma anche ai portatori di disabilità –  devono poter accedere con facilità al centro e godere della bellezza di un giro per i negozi i locali i teatri o i musei del quadrilatero.

Inoltre la mobilità sostenibile è anche sostenibilità dei costi e garanzia di un servizio pubblico efficiente, per questo nei prossimi anni sarà nostro impegno valorizzare il trasporto pubblico, sia quello collettivo degli autobus e sia quello dedicato dei taxi, studiando le migliori politiche di sviluppo di una mobilità intra ed extraurbana che sia accessibile a tutti.
Fare un passo in avanti evitando arroccamenti e tenendo la rotta ben ferma sui bisogni dei cittadini. Puntare tutto su servizi innovativi ed ecosostenibili nel rispetto e tutela dell’ambiente, della circolazione e della sicurezza, garantendo collegamenti strategici tra tutti i quartieri.

Sarà un’impresa, ma lavorando insieme diventerà il nostro traguardo.