APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI BOLOGNA E ALCUNI MIEI ODG COLLEGATI SU IMPRESA, URBANISTICA E PROFESSIONI

Bologna si conferma una città virtuosa, il 21 Dicembre in Consiglio comunale abbiamo approvato il bilancio previsionale del Comune di Bologna e vi assicuro che non sono tanti i Comuni delle dimensioni del nostro che possono vantare di avere questa buona abitudine.

Con 22 voti a favore (Sindaco, Partito Democratico, Città comune con Amelia) e 14 voti contrari (Movimento 5 stelle, Lega Nord, Forza Italia, Insieme Bologna, Coalizione civica) il Sindaco e la Giunta possono concretamente dare attuazione alle linee di indirizzo e ai progetti previsti nel Dup (Documento Unico di Programmazione).

Il nostro bilancio vuole rispondere innanzitutto  alle esigenze reali delle persone e delle famiglie e per questo prevede: equità, tariffe inalterate, esenzione dal pagamento Irpef per le fasce deboli della popolazione, investimenti in opere pubbliche e, da quest’anno, anche una riduzione delle tariffe dei nidi e di alcuni servizi integrativi e scolastici.

Importante anche il Fondo per l’affitto con cui vogliamo venire incontro alle giovani coppie e ai lavoratori precari.

Con l’occasione del Bilancio, ho anche presentato quattro ordini del giorno su Incentivi alle imprese, Urbanistica, Professioni  e Regolamento del Centro storico per il contrasto al degrado e l’incentivo di essercizi commerciali virtuosi.

Se avete richieste di informazioni sulle notizie di stampa che riguardano il nostro Comune, scrivetemi a: isabella.angiuli@gmail.com sarò lieta di rispondere a dubbi e richieste di chiarimenti.

Intanto vi auguro un Natale sereno fatto di amicizia, amore e di cura di sé e dei propri cari e per il Nuovo Anno la fortuna di star bene e di riuscire ad affrontare i problemi con un po’ di filosofia e con la consapevolezza che le cose ad un certo punto si sistemano 😉

Un abbraccio,

Isabella 

ps: Tutti i documenti sul bilancio del Comune saranno disponibili online a questo indirizzo: http://bilancio.comune.bologna.it/ e i miei odg ai seguenti link:

457806_2017. OdG bilancio- legge regionale urbanistica

457826_2017. OdG bilancio- equo compenso

457875_2017. OdG bilancio- tutela centro storico

457916_2017. OdG bilancio- Incredibol

Qui trovate il Comunicato Stampa del Comune di Bologna

A Trento dal 2012 un progetto che favorisce convivenze molto salutari

“Dal 2012 a Trento alcuni richiedenti asilo convivono in case private con persone con problemi psichiatrici: danno un supporto relazionale, in cambio di un contributo che può arrivare a 723 euro al mese. Per le persone fragili è un guadagno enorme in qualità della vita, tanto che dall’area salute mentale il Comune ora ha esteso il progetto a anziani, minori e persone con disabilità.”

Il progetto si chiama “Amici per Casa” ed è partito nell’autunno 2012, sulla scia della prima ondata di emergenza migranti provenienti dalla Libia.
I profughi e i richiedenti asilo vengono segnalati dal circuito Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) (costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo), seguono un corso di formazione e un tirocinio, vivono insieme a persone con problematiche psichiatriche o con lunghe storie di emarginazione, ricevendo dal Comune un contributo che può arrivare fino a 723 euro al mese. Questo progetto nasce dall’intuizione e dalla determinazione di alcuni responsabili dei servizi comunali che gli immigrati non sono un soggetto fragile da accudire o un mero problema da risolvere: gli immigrati qui sono diventati una risorsa preziosa per il welfare locale. Arrivano prevalentemente dall’Africa, hanno un’età media di 37 anni e non hanno un reddito né un tetto.
Gli accolti, invece, sono in primis persone con problemi psichiatrici, che nei servizi tradizionali non trovano risposte ai loro bisogni. Le persone firmano un patto e vanno a vivere insieme, in case vere di cui curano la gestione quotidiana.

“Una persona che trascorreva più tempo in ospedale che fuori, ha ridotto i ricoveri a 5/6 all’anno. Un’altra è riuscita a costruire un vero e proprio progetto di vita indipendente e gli accoglienti sono diventati “badanti”, con contratti regolari. C’è chi ha riconquistato la cura di sé e con la propria persona, mentre una donna è stata affiancata da due ragazzi africani che avevano fatto come lei vita di dormitori: l’hanno ri abituata alla casa e sono riusciti addirittura poi a seguirne l’inserimento in una struttura per anziani dopo che le è stato diagnosticato un tumore.

Perché il modello di Trento è vincente?  Perché basato sul riconoscimento che esiste un “sapere esperienziale” degli utenti dei servizi di salute mentale e dei loro famigliari. A questo si aggiunge la convinzione che «chi ha vissuto tanti problemi, come i richiedenti asilo, è più capace di stare vicino a chi soffre» e sul fatto oggettivo che «le culture di provenienza di profughi e richiedenti asilo sono meno stigmatizzanti della nostra rispetto alla diversità e alla fragilità», afferma Renzo De Stefani, responsabile del servizio di salute mentale di Trento, il primo a scommettere sull’idea.

L’esito per il Comune è sorprendente se pensiamo all’importante riduzione dei costi. Il focus dev’essere la qualità della vita dei cittadini e solo per questo il progetto sarebbe vincente ma, tuttavia, la riduzione di costi è talmente evidente che è impossibile tornare indietro: con il contributo massimo si arriva a 23 euro al giorno!!! contro gli almeno 100 euro di qualsiasi struttura assistenziale. Il Comune di Trento su questo progetto ha deciso così di andare avanti: dalle prime convivenze sperimentali fatte tra richiedenti asilo e persone dell’area salute mentale, il 2015/16 è stato l’anno dell’introduzione di nuove forme di assistenza: la convivenza diurna, per persone che hanno bisogno di un sostegno solo in alcune ore della giornata, con l’accogliente che va al domicilio della persona accolta, ed il coinvolgimento di nuovi target: anziani, minori e persone con disabilità, anche in vista del “dopo di noi”. Anche alcuni italiani hanno fatto il corso e sono diventati accoglienti. Questa è una frontiera su cui il Comune di Trento ha già espresso l’intenzione di continuare ad investire.
A mio avviso, vista anche l’emergenza migranti che la nostra città certamente si troverà a gestire nei prossimi mesi e anni, è necessario che progetti come questo vengano messi in cantiere e da subito anche a Bologna. Per questo motivo ho ritenuto utile condividere con il Consiglio questo breve resoconto uscito sulla rivista vita.it ed è mia intenzione raccogliere tutta la documentazione di supporto per poter favorire la replicazione del progetto a Bologna con i necessari adeguamenti, coinvolgendo nei prossimi giorni anche all’assessore Rizzo Nervo.

Il futuro, dicono da Trento ed è cosa nota anche a noi, sarà sempre meno delle comunità ad alta protezione, costosissime e di scarsa utilità, e sempre più di queste forme imperniate sull’accoglienza e la convivenza tra pari».
Il valore aggiunto è proprio l’integrazione reale e sul campo fra sociale e sanitario. Per questo auspico che la Città di Bologna già così attiva nelle progettualità a sostegno del sociale possa guardare a questo progetto con grande attenzione e replicarlo qui a Bologna.

Qui l’articolo della rivista online Vita dove potete trovare un resoconto più esteso
http://www.vita.it/it/article/2017/01/04/trento-quelle-convivenze-molto-salutari/142064/