Arte e Cultura. Puntare su competenze e qualità.

Durante questa campagna elettorale ho incontrato e conosciuto tante persone, tra cui molti professionisti dell’arte. Bologna è piena di capitale umano, talenti che dobbiamo difendere e invitare a restare: non possiamo permetterci di perderli!

Sabato sera ho assistito a uno spettacolo curato da una giovane artista/imprenditrice con uno staff e una forza pazzeschi. Lei è Caterina Praderio, fondatore di Arthea eventi e comunicazione. Voglio condividere con voi alcune sue parole:

“…andate a toccare con mano cosa è veramente la professione dell’artista, quale organizzazione comporta, quale studio, quale forza di volontà, quali sacrifici quotidiani per cercare di essere sempre al top anche se poi si sbaglia, e quali sbagli dai quali imparare!!
Ma soprattutto quali acrobazie facciamo per quell’arte che porta tanta gloria e pochi soldi; quell’arte super tassata, costretta a piegare la testa in Italia di fronte alla burocrazia, quell’arte che se la fai bene diventi anche famoso, ma anche no, quell’arte che è completamente imperfetta ma più scienza di un corso di marketing. Andatela a toccare con mano: andateci dentro e premiatela!”

Queen in 2084! @Teatro Centofiori - Direzione artistica e regia di Caterina Praderio.
Queen in 2084! @Teatro Centofiori – Direzione artistica e regia di Caterina Praderio.

Queste parole mi hanno fatto molto riflettere sullo stato dell’arte a Bologna.
Sicuramente la nostra città è all’avanguardia sia sulle grandi manifestazioni – per esempio ArteFiera che riesce a mettere in rete il polo fieristico con gallerie private, musei e spazi pubblici – sia sui progetti più piccoli e laboratori promossi da privati – per esempio la biennale di fotografia industriale promossa dal MAST, o le tante manifestazioni artistiche che riempiono gli spazi della nostra città.

L’arte e la cultura, nelle loro molteplici espressioni, sono valori fondanti la tradizione bolognese: rappresentano un punto di attrazione non solo per i turisti, ma anche per tutti quegli artisti che trovano a Bologna spazio e condizioni migliori per il proprio lavoro.
Ma come dice il post di Caterina, studio ricerca e sacrificio, oltre che una burocrazia spesso contorta, sono il pane quotidiano per chi fa arte e una buona amministrazione deve fare il possibile per agevolare i mestieri creativi.
La creatività che contraddistingue Bologna produce bellezza e conoscenza. Io lo sostengo da sempre, anche per questo sono stata responsabile Cultura, Ricerca e Università del Partito Democratico.

La prossima amministrazione deve garantire a chi opera nella Cultura e nell’Arte la miglior competenza negli organismi preposti alla valutazione dei progetti da finanziare, le commissioni valutative devono agire secondo scelte tecniche ben definite per il rilancio artistico di Bologna, farsi veicolo di un messaggio chiaro che guardi all’arte come produzione di contenuti di qualità.

A mio avviso un occhio di riguardo deve essere dato alle sperimentazioni e ai nuovi linguaggi dell’arte, che in una città come la nostra che mira a un’utenza internazionale devono essere promossi anche tramite bandi che convergano sulla creazione di spazi pubblici destinati a residenze artistiche o luoghi preposti alla promozione delle arti contemporanee.
Ampliare lo sguardo verso un orizzonte europeo, dove lo scambio a la ricerca vengano favoriti anche da una semplificazione burocratica per gli artisti e una visibilità e accessibilità maggiore per gli utenti, rivolgendo una particolare attenzione al rapporto tra arte contemporanea e tradizione, molto sentito nella nostra città.

È una responsabilità non da poco, ma insieme possiamo farcela.

 

Imprese, giovani e cultura. Le mie priorità per Bologna.

UNA MIA INTERVISTA PUBBLICATA SULLA RIVISTA DIGITALE IO L’IMPRESA DEL MESE DI MAGGIO 2016.

Perché hai deciso di correre per il Consiglio comunale di Bologna?

Ho deciso di mettere a servizio della città le mie competenze, maturate in oltre 15 anni di esperienza nel settore dell’assistenza e dello sviluppo delle piccole imprese, sui temi dell’innovazione manageriale e dell’internazionalizzazione. Sono abituata a lavorare per progetti e per stati di avanzamento. Ritengo che si tratti di un approccio utile anche a migliorare i servizi della Pubblica Amministrazione verso cittadini e imprese. Sono convinta che l’inserimento di figure come la mia all’interno di un contesto politico e istituzionale rappresentino una boccata d’aria fresca per l’Amministrazione di Bologna.

Raccontaci la tua storia personale.

Sono nata a Bari e ho 42 anni. Laureata a Napoli in Economia e Commercio, ho conseguito un Master a Bologna in Organizzazione e Sviluppo Economico. Dopo aver maturato un’esperienza come consulente presso il Comune di Bologna nel Settore Economia, ho lavorato in CNA Emilia Romagna come responsabile dell’Ufficio Internazionalizzazione e di alcuni settori tipici del Made in Italy e della creatività (moda, alimentare e artigianato artistico tradizionale). Attualmente seguo gli stessi settori e la giovane impresa per la CNA di Bologna, occupandomi principalmente della realizzazione di progetti a sostegno dei giovani imprenditori per la nascita e lo sviluppo di start up. Nel 2014 sono stata responsabile Università, Cultura e Ricerca del PD di Bologna.

Quali sono i temi principali su cui ti vuoi dedicare se eletta in Consiglio comunale?

Le tre parole chiave su cui ruota il mio impegno sono i giovani, le imprese e la cultura.

Tre progetti che ti piacerebbe portare avanti se eletta e tre criticità di Bologna che vorresti risolvere.

A mio avviso i punti critici su cui occorre lavorare sin da subito riguardano i regolamenti relativi agli adempimenti per le imprese. Una burocrazia che tende ad aumentare anziché diminuire rappresenta un grande disincentivo a fare impresa e a farla nel modo corretto. Vanno semplificati i regolamenti e ridotti sensibilmente i controlli ex ante, vanno dati tempi brevi e certi di risposta da parte della P.A., occorre fare controlli ex post sulla base di indicazioni chiare e fruibili on line.
Un’altra criticità riguarda le aree di sosta e gli accessi nelle aree pedonali del centro. Sostengo fermamente il lavoro svolto per migliorare la qualità dell’aria disincentivando l’utilizzo di automezzi privati, ma d’altra parte occorre facilitare chi deve entrare in centro per lavoro (anche per soste brevi) e i cittadini con problemi di mobilità (ad esempio disabili e anziani).
Sulla sicurezza e sulla percezione di insicurezza da parte dei bolognesi in alcune zone cosiddette “a rischio” della città credo infine che l’amministrazione abbia preso atto di alcune problematiche. Più in generale occorre rivedere alcuni aspetti della vita cittadina e rivitalizzare la vita dei quartieri: maggiori controlli e promozione di attività culturali e di socializzazione che il comune, in accordo con cittadini ed operatori commerciali, deve sempre più incoraggiare. Tre grandi idee che sarà mia premura promuovere sul territorio bolognese sono in primis un progetto per l’avvio di nuove imprese; poi una proposta per lo sviluppo dei mercati esteri e dell’innovazione per le piccole imprese con potenziale e che il Comune / Città Metropolitana potrebbe agevolare con i fondi di cui verrà dotato per lo sviluppo economico (penso ad esempio al sostegno delle botteghe artigiane che rappresentano anche un volano del turismo in città); infine mi piacerebbe lanciare un tavolo permanente per gli operatori culturali della Città al fine di evitare le sovrapposizioni e qualificare i diversi quartieri per specifiche e distintive proposte culturali in grado di attirare oltre ai cittadini anche turisti e visitatori.

Cosa significa oggi l’impresa e l’imprenditoria per Bologna?

Fare e sostenere l’impresa equivale a continuare ad assicurare benessere economico e sociale per tutto il territorio. L’impresa diffusa è stata il motivo della coesione sociale di Bologna e la crisi ha rischiato di spezzare questi legami anche dal punto di vista sociale. Se c’è più impresa c’è più benessere. Su questo non c’è dubbio.
Inoltre l’impresa è in sé una bottega dove si sviluppano competenze e questo consente anche una formazione continua dei nostri cittadini.

Pensi che per i giovani a Bologna ci siano opportunità sufficienti oppure occorra ancora molto altro?

Bologna è sicuramente un polo attrattivo per studenti e giovani professionisti di tutta Italia e stranieri. Da sempre offre diverse opportunità sia formative che lavorative in relazione con la richiesta delle imprese locali. Dopo un periodo nel quale era maturato un disinteresse da parte dei giovani nei confronti dei mestieri artigiani e della formazione tecnica, oggi assistiamo a un rinnovato interesse e in primis da parte delle imprese che non sempre riescono a trovare personale specializzato. Pertanto vorrei che il Comune investisse molto di più nella formazione sia tecnica che umanistica dei nostri giovani anche favorendo le imprese che accolgono in formazione / tirocinio e apprendistato queste figure.
Inoltre vanno sostenute e incentivate le professioni creative: credo che Bologna debba tornare ad investire su settori come la moda e le arti dove l’approccio al design e alla comunicazione è importante tanto quanto l’approccio manifatturiero.
Infine per l’avvio di nuove imprese si può puntare su finanziamenti, servizi e altre misure che rendano profittevole fare nuove imprese ed investire su quelle esistenti che necessitano di una trasmissione.

Due temi caldi per Bologna sono la sicurezza e la mobilità: cosa ne pensi e quali interventi sarebbero necessari?

Il tema della sicurezza viene sempre accostato al tema del degrado sia nelle periferie che nel centro (per esempio piazza Verdi), io credo che siano due argomenti distinti. Bologna viene percepita come una città poco sicura ma di fatto non assistiamo ad un fenomeno di criminalità dilagante: piuttosto possiamo parlare di episodi di microcriminalità e violenza gratuita che vanno contrastati con maggiori controlli e sorveglianza nelle zone calde, anche chiedendo di rispettare le regole nel momento in cui queste vengono infrante.
Bologna però sta salendo agli onori della cronaca anche per le infiltrazioni mafiose. Non abbassare la guardia e formare tecnici sempre più specializzati e in grado di contrastare questo fenomeno che colpisce anche e soprattutto appalti e contratti della Pubblica Amministrazione. Il tema della mobilità è un tema complesso da trattare e sul quale c’è ancora molto da fare. Si ha come la sensazione a Bologna di vivere all’interno di un cantiere infinito. Per questo motivo la nuova amministrazione avrà l’onere di completare i lavori avviati ma pure di rendere più razionale, intelligente e sostenibile il servizio di trasporto pubblico affinché sia in grado di servire i cittadini sulle tratte e negli orari nei quali si concentrano i bisogni, possibilmente ragionando su un sistema integrato tra Tper e il servizio di trasporto pubblico erogato da Taxi e da NCC.
Sottoscrivo in pieno il lavoro svolto sui T Days e sullo sviluppo e promozione di tutti gli strumenti di mobilità alternativa e sostenibile come il bike sharing, la tangenziale delle bici e il car pooling. Anche su questi aspetti, per andare incontro ai bisogni dei ciclisti e delle persone che usufruiscono di tali servizi, punterei sulla realizzazione di nuovi servizi di ricovero e di sosta dei mezzi.

Per rendere Bologna ancora più attrattiva sia verso i flussi turistici ma anche verso aziende e capitali che qui vorrebbero investire, cosa occorre?

Occorre puntare sull’innovazione delle imprese e soprattutto quelle che operano in ambito turistico, spingendole ad erogare servizi sempre più qualificati, attrattivi e distintivi rispetto ad altre città europee ed extraeuropee.
Puntare sul patrimonio immateriale e i beni intangibili, sull’Arte, sulla Cultura e sul nostro incredibile Paesaggio per rendere l’esperienza bolognese un’esperienza indimenticabile.
Bisogna poi continuare a lavorare su una programmazione pluriennale di sistema pubblico – privato e dotare l’agenzia Bologna Welcome delle risorse necessarie per continuare ad operare secondo gli indirizzi indicati.

clicca qui per vedere la videointervista a ISABELLA ANGIULI e all’Assessore MATTEO LEPORE.

Remixare la cultura. Bologna lo stai facendo bene!

Museo Tolomeo, Sala Wunderkammer
Museo Tolomeo, Sala Wunderkammer

People Make Museums. È lo slogan di MuseoMix, un bando internazionale per la realizzazione di un progetto di museologia digitale che offre l’opportunità di mettere in rete persone e luoghi per ripensare il museo come spazio di progettualità e sperimentazione. Nel 2015 MuseoMix ha visto nascere, proprio a Bologna, la sua prima community italiana di professionisti nel settore dell’arte e della creatività, makers, imprenditori e comunicatori impegnati nella condivisione di competenze, visioni e vocazione innovativa per “remixare” il concetto di museo e fruizione interattiva dell’offerta culturale della città.

Le persone fanno i musei. Lo sanno bene Fabio Fornasari e Lucilla Boschi, direttore artistico e curatrice del Museo Tolomeo – Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna, candidato all’edizione italiana di MuseoMix2016.

L’esperienza di Museo Tolomeo nasce come esigenza di recupero e restituzione della storia e della memoria dell’Istituto Cavazza, luogo di conoscenza, innovazione, emancipazione e inclusione sociale per non vedenti e ipovedenti, offrendo da sempre opportunità di studio, integrazione e realizzazione professionale mediante le tecnologie più all’avanguardia. Da non perdere il viaggio sensoriale nella Sala Wunderkammer, uno spazio intimo e in penombra che ospita una collezione di dispositivi di lettura e scrittura progettati da persone non vedenti per poter studiare e lavorare.

Perché nessuno deve rimanere indietro.

Perché la cultura che ci piace è fatta di persone che si mettono in relazione con altre persone,  che mettono in gioco idee e professionalità per valorizzare una città che salda le sue radici in una storia rivoluzionaria di libertà e indipendenza e che si rigenera nel tempo facendo di se stessa lo spazio di negoziazione tra arte e artigianato, e luogo di affermazione del cambiamento.

E tu, Bologna, lo stai facendo bene.