OGGI IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA APPROVA IL BILANCIO PREVENTIVO 2019

Anche quest’anno il Comune di Bologna, tra i pochi in Italia, approverà il bilancio di previsione entro l’anno, confermandosi un comune virtuoso e in grado di rispettare di tempi, assicurando continuità e piena efficienza ed efficacia all’azione amministrativa.

700 milioni di euro investiti in servizi ai cittadini tra i migliori in Italia in termini qualitativi (non lo diciamo noi, lo affermano i nostri cittadini nell’ultima relazione sulla qualità della vita a Bologna) e lavori pubblici, in primis per la riqualificazione delle scuole e dell’edilizia pubblica.

Un plauso va anche al metodo di coinvolgimento dei quartieri e della cittadinanza nella costruzione delle linee strategiche di bilancio così come sulla condivisione delle stesse all’interno di un tour di consigli aperti che hanno appunto riportato a migliaia di cittadini gli obiettivi del prossimo anno.

Il bilancio di quest’anno, come spesso ha sottolineato l’Assessore Conte, non è qualcosa di immobile ma uno strumento vivo che si muove con il mutare delle esigenze della cittadinanza e a mio avviso riesce a veicolare molto efficacemente la capacità dell’Amministrazione di cogliere le mutate esigenze e di tradurle in servizi.

Al Bilancio sono collegati migliaia di interventi raccolti in specifiche delibere di giunta ma soprattutto nel DUP il cosiddetto Documento Unico di Programmazione (Dup) del prossimo triennio, cioè l’insieme dei progetti previsti dai singoli settori.

E’ un Bilancio innovativo come ha più volte sottolineato il Sindaco Merola perché prevede una riduzione del debito cui conseguirà una riduzione degli interessi passivi e delle rate dei mutui passivi a carico dell’Amministrazione.

Le risorse liberate dalla riduzione del debito (che ricordiamo derivano anche dall’alienazione di una parte delle azioni libere di Hera – anche qui una scelta fortemente voluta dalla maggioranza) sono risorse che, a pressione fiscale invariata e in alcuni casi addirittura in calo, il Comune potrà liberamente investire sui Servizi pubblici ai cittadini e in investimenti in Lavori pubblici.

Il debito del Comune di Bologna, che all’inizio di quest’anno era a quota 128,5 milioni di euro, sarà sceso al termine del mandato a 72,1 milioni.

Significa che l’indebitamento pro capite dei bolognesi calerà da 332 a 185 euro, una riduzione di oltre il 40%. Tra il 2017 e il 2021 si stima un risparmio di quasi 41 milioni in rate dei mutui: risorse che andranno ai cittadini attraverso i servizi, al welfare e alla scuola, alle assunzioni di personale.

Ha portato ottimi risultati anche l’impegno per il recupero dell’evasione dei tributi locali che dal 2011 ha riportato all’amministrazione oltre 105 milioni di euro da destinare ai servizi per la comunità.

Sul fronte delle entrate, è previsto l’anno prossimo un aumento degli introiti dell’imposta di soggiorno visto l’aumento del movimento turistico: si passa da circa 6 milioni della previsione 2018 a circa 8 milioni.

Previsioni in calo anche per le multe: da 62 milioni previsti l’anno scorso a 57 milioni previsti per il 2019, a conferma dell’efficacia delle misure di deterrenza.

Grazie a questi risultati, saranno 105.000 i cittadini bolognesi che potranno godere dell’esenzione Irpef che era stata annunciata per i cittadini a rischio di disagio economico. Circa 1 cittadino su 3 viene esentato dall’Irpef.

Grazie alla modifica del regolamento Tari, anche alcune migliaia di piccole imprese potranno godere di una riduzione della tassa sui rifiuti urbani assimilati, in quanto l’amministrazione ha accolto la richiesta di sanare una disparità di trattamento nel calcolo Tari tra imprese industriali e imprese artigiane, oppure in merito allo sconto conseguente all’avvio al riciclo di rifiuti assimilati.

Poiché però la priorità della nostra amministrazione è l’equità sociale e l’assistenza sociale e sanitaria universale, è intenzione dell’amministrazione continuare a sostenere chi ha meno e anche una fascia di popolazione (che fa riferimento al cosiddetto ceto medio) che si è molto impoverita negli anni e che oggi è a forte rischio di esclusione sociale.

La nostra priorità è quella sì della sicurezza ma certamente della sicurezza sociale, ovvero un poderoso sistema di welfare che solo nel prossimo anno prevede l’allocazione di circa 150 milioni di euro. Questa è la vera chiave del successo del Comune di Bologna, di questo andiamo orgogliosi noi consiglieri di maggioranza. Un sistema non scontato (!), e che certamente non voglio e non posso definire perfetto, ma che è frutto di scelte politiche condivise a livello locale, di un patto di responsabilità con le rappresentanze economiche economiche e sociali, ma che hanno una ricaduta concreta perché attuate, perseverate oserei dire dai nostri dirigenti e funzionari e dalla alta professionalità di tutti i nostri collaboratori. Colgo l’occasione di questo intervento per ringraziare tutto l’apparato tecnico del Comune di Bologna.

Nel welfare non posso non citare la mole di interventi previsti in azioni di promozione della salute pubblica, nella creazione di un numero telefonico unico ed una mail unica per l’accesso ai servizi sociali; nelle azioni sperimentali di presa in carico dei pazienti cronici già dall’accesso ai pronto soccorso (su cui presento anche un ordine del giorno teso a valorizzare questa sperimentazione e proseguirla). C’è poi tutto il fondo per la non autosufficienza per anziani e disabili messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna (50 milioni di euro), i contributi anti-scippo, i servizi per le persone che presentano caratteristiche di grave emarginazione, il servizio civile universale che assieme allo strumento del reddito di inclusione sociale o di quello che sarà il reddito di cittadinanza, sarà fonte di sostentamento per cittadini anche giovani che non sono ancora entrati o sono stati espulsi dal mondo del lavoro. Infine è prevista la ricomposizione di tutto il servizio sociale sotto la responsabilità del Comune.

Resta una grande incognita e deve destare preoccupazione in tutti noi il tema della protezione internazionale, in primis dei minori stranieri non accompagnati che con il Decreto Sicurezza rischiano di non poter più accedere ad alcun servizio del nostro Comune con conseguenti problemi anche per tutti i cittadini bolognesi. Ci tengo a fare una riflessione specifica su questo. Negli scorsi mesi il nostro Consiglio ha trattato un tema di grande attualità e inerente l’allontanamento di Mimmo Lucano sindaco di Riace dal suo paese con l’accusa di attività non corrette nella gestione dei migranti, molte voci si sono levate in sostegno di Lucano, una larga parte del nostro consiglio ha votato a favore del conferimento della Cittadinanza onoraria a questo Sindaco coraggioso che ha gestito una situazione esplosiva con gli strumenti che aveva a disposizione e con uno straordinario impegno personale.

E nonostante la solidarietà che va data a Lucano come a tutti quei sindaci dei piccoli comuni (in particolare quelli del sud) che lottano tra mille difficoltà, non posso non dire che è qui da noi, a Bologna, che il modello di accoglienza si è realizzato in tutta la sua eccellenza. Ciò è stato possibile anche perché il cosiddetto Sprar qui ha potuto attecchire su un sistema di welfare estremamente efficiente e già rodato. Non è pensabile un arretramento da questo punto di vista! perché ne va della tenuta del nostro sistema.

Altro pilastro di questo Bilancio, è certamente rappresentato dal Piano dei Lavori pubblici che non può passare inosservato e che va nella direzione di dare risposte al tema della Casa, dell’emergenza abitativa da destinare al fondo per l’affitto agevolato alle giovani coppie, agli studenti universitari, attraverso interventi sull’edilizia residenziale pubblica e che prevede interventi sulle periferie, interventi sulla sicurezza e qualificazione dell’edilizia scolastica. Si tratta di un complesso di interventi che complessivamente ammonta a 215 milioni di euro.

Va dato atto al Sindaco Merola di aver mantenuto la promessa di privilegiare gli investimenti nei quartieri periferici, nonostante il Governo giallo – verde abbia di fatto bloccato i 18 progetti del Piano Periferie già presentati dal nostro Comune e sui quali speriamo il Governo provveda quanto prima ad uno sblocco di risorse già stanziate dal governo precedente.

In questo senso vedo molto interventi interessanti, ad esempio il lavoro avviato dall’assessore Lombardo sull’Area produttiva delle Roveri, oppure il lavoro di incontro e ascolto che l’Assessore Aitini sta svolgendo sul Pilastro, a questo proposito ho ritenuto opportuno presentare un ordine del giorno relativo alla riqualificazione del Centro Commerciale e Artigianale del Pilastro che a mio avviso è un progetto strategico, sul quale per la sua peculiarità necessita e un supplemento di indagine e di approfondimenti che solo l’amministrazione grazie alle competenze disponibili può realizzare.

Penso poi al Bilancio partecipativo del Comune di Bologna, dove sono i cittadini a proporre e decidere alcuni progetti da finanziare nel proprio quartiere.

Penso ancora al lavoro sul centro storico, alle indagini avviate anche dalla Assessora Orioli in merito alla possibilità di presentare anche per Bologna un Regolamento per la Valorizzazione del Centro Storico (chiamato anche Decreto Unesco). Tema sul quale avevo presentato un odg lo scorso anno e rispetto al quale ho voluto portare un contributo anche quest’anno con la presentazione di un ordine del giorno sul censimento e la valorizzazione delle Botteghe Storiche a Bologna e la loro possibile transizione verso la forma della Bottega Scuola.

Quest’anno poi avrebbe dovuto essere anche un anno importante per una grande opera per Bologna: il Passante di Mezzo e l’insieme delle opere di adduzione e compensative per le quali il Comune di Bologna aveva già raggiunto un accordo e aveva lavorato per migliorare la viabilità cittadina e lo snodo a livello nazionale.

Anche qui dobbiamo ritenerci vittime di una decisione imposta dal Governo. Un atteggiamento che nel metodo valuto come estremamente negativo in quanto noncurante delle decisioni che l’amministrazione aveva preso con grande responsabilità e condiviso con la cittadinanza. Auspico si riesca, invece, nel merito, a recuperare almeno una parte di questo lavoro per il bene dei cittadini. Come trovo molto positivo il lavoro sulla Mobilità, in primis la progettazione del tram, le piste ciclabili, il rafforzamento del sistema ferroviario metropolitano. Tutti pezzi del Pums Piano Urbano per la Mobilità sostenibile.

Non c’è molto tempo per illustrare le tante buone scelte di questo Comune e probabilmente parlano per noi i volti felici dei nostri cittadini e dei turisti che ogni giorno godono della bellezza della nostra città, parla per noi il tasso di soddisfazione altissimo dei nostri concittadini in merito a molte variabili.

Ad esempio dall’80 all’85% dei cittadini intervistati per l’indagine sulla qualità della vita a Bologna segnala una grande soddisfazione in merito alla propria vita personale, lavorativa, della propria zona di residenza. E’ altresì altissimo il gradimento dei servizi pubblici, da quelli culturali come le biblioteche (molto apprezzate dal 90% degli intervistati) all’illuminazione pubblica (si pensi al grande investimento nel passaggio all’illuminazione pubblica a LED). Sono altissimi i livelli di partecipazione sociale, partecipazione culturale, adesione alle associazioni di volontariato.

Non mancano certamente le criticità e livelli di soddisfazione più bassi, in merito alla cura della città, al sistema della raccolta dei rifiuti, ma si tratta di temi sui quali siamo molto impegnati per migliorare lo stato delle cose.

Io credo che nei prossimi anni questo Comune debba continuare a puntare con decisione nella direzione avviata e avere coraggio nel distribuire risorse in progetti speciali legati al rafforzamento delle competenze dei giovani e di conseguenza del loro benessere, sia in termini di accesso ai servizi che dal punto di vista della formazione e dell’incentivo all’auto imprenditorialità.

Io stessa mi impegno a continuare a portare il mio contributo in questa direzione.

Grazie Presidente.

CONGRESSO PD: TROVO PIU’ INTERESSANTE RICUCIRE I RAPPORTI CON LE PERSONE

Qui trovate le dichiarazioni che avevo rilasciato a InCronaca la Testata del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna.

“Se Claudio Mazzanti e l’assessore Matteo Lepore appoggiano espressamente Zingaretti, altri sono ancora indecisi, tra questi l’assessore Aitini che si riserva di decidere quando saranno ufficializzate le diverse candidature e la consigliera Isabella Angiuli: «Non ho ancora deciso chi sostenere. Sono consigliera comunale, ma anche Segretaria del Circolo PD Murri e oltre alle facce e i nomi dei candidati aspetto di conoscere i loro “programmi” e in cosa si distinguono gli uni dagli altri. Proposte che non saranno poi così distanti una dall’altra e non apprezzo molto tutta questa corsa alle autocandidature. Sintomo di scarso senso di responsabilità verso gli iscritti e gli elettori. In questo momento avrei gradito due tre proposte al massimo.Sono anche dell’idea che un congresso che si andrà a sovrapporre temporalmente alle elezioni dreni le energie al PD. E ha aggiunto: «Deciderò sulla base dei candidati in campo, ma devo essere sincera questo congresso PD non mi sta appassionando un granché mentre trovo molto più interessante ricucire i rapporti con le persone». ”

https://incronaca.unibo.it/archivio/2018/11/14/voteremo-in-base-alle-proposte-non-in-base-ai-i-nomi

ANGIULI: IL TRAM E’ UNA NECESSITA’

«Abbiamo un problema serio sulle circolari a Bologna!». Così aveva scritto, sul proprio profilo Facebook, Isabella Angiuli, consigliera comunale Pd, dopo che il traffico cittadino era andato completamente in tilt a causa del maltempo. Tanti i disagi in città, con sottopassaggi allagati e code chilometriche lungo i viali. Per il ponte, le previsioni meteo segnalano pioggia e non è da escludere che la viabilità piombi di nuovo nel caos. «Tper è brava a gestire queste situazioni – commenta Angiuli -, ma nelle emergenze dobbiamo dare una mano tutti. Cerchiamo di usare la macchina solo se necessario».

https://incronaca.unibo.it/archivio/2018/10/31/angiuli-il-tram-e-una-necessita

APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI BOLOGNA E ALCUNI MIEI ODG COLLEGATI SU IMPRESA, URBANISTICA E PROFESSIONI

Bologna si conferma una città virtuosa, il 21 Dicembre in Consiglio comunale abbiamo approvato il bilancio previsionale del Comune di Bologna e vi assicuro che non sono tanti i Comuni delle dimensioni del nostro che possono vantare di avere questa buona abitudine.

Con 22 voti a favore (Sindaco, Partito Democratico, Città comune con Amelia) e 14 voti contrari (Movimento 5 stelle, Lega Nord, Forza Italia, Insieme Bologna, Coalizione civica) il Sindaco e la Giunta possono concretamente dare attuazione alle linee di indirizzo e ai progetti previsti nel Dup (Documento Unico di Programmazione).

Il nostro bilancio vuole rispondere innanzitutto  alle esigenze reali delle persone e delle famiglie e per questo prevede: equità, tariffe inalterate, esenzione dal pagamento Irpef per le fasce deboli della popolazione, investimenti in opere pubbliche e, da quest’anno, anche una riduzione delle tariffe dei nidi e di alcuni servizi integrativi e scolastici.

Importante anche il Fondo per l’affitto con cui vogliamo venire incontro alle giovani coppie e ai lavoratori precari.

Con l’occasione del Bilancio, ho anche presentato quattro ordini del giorno su Incentivi alle imprese, Urbanistica, Professioni  e Regolamento del Centro storico per il contrasto al degrado e l’incentivo di essercizi commerciali virtuosi.

Se avete richieste di informazioni sulle notizie di stampa che riguardano il nostro Comune, scrivetemi a: isabella.angiuli@gmail.com sarò lieta di rispondere a dubbi e richieste di chiarimenti.

Intanto vi auguro un Natale sereno fatto di amicizia, amore e di cura di sé e dei propri cari e per il Nuovo Anno la fortuna di star bene e di riuscire ad affrontare i problemi con un po’ di filosofia e con la consapevolezza che le cose ad un certo punto si sistemano 😉

Un abbraccio,

Isabella 

ps: Tutti i documenti sul bilancio del Comune saranno disponibili online a questo indirizzo: http://bilancio.comune.bologna.it/ e i miei odg ai seguenti link:

457806_2017. OdG bilancio- legge regionale urbanistica

457826_2017. OdG bilancio- equo compenso

457875_2017. OdG bilancio- tutela centro storico

457916_2017. OdG bilancio- Incredibol

Qui trovate il Comunicato Stampa del Comune di Bologna

LO STATO DI SALUTE DELLA MANIFATTURA A BOLOGNA introduzione alla udienza conoscitiva da me richiesta e tenutasi in data 11 ottobre 2017

Manifattura tradizionale, manifattura digitale, industria e artigianato sono tutti lati di una stessa medaglia: la produzione di beni necessari a soddisfare dei bisogni. Bisogni che sono cambiati, evoluti, trasformati negli ultimi 15 anni, specchio di una società che non è più uguale a se’ stessa e conserva solo alcune delle caratteristiche di un tempo.

Ma se c’è qualcosa su cui, la nostra Regione ed in particolare la nostra città hanno da sempre rappresentato un luogo di elevatissima specializzazione, beh! questa è proprio la produzione di beni. Beni di consumo e beni strumentali, ma in particolare questi ultimi, sempre più innovativi, personalizzati sulle esigenze del cliente, integrati con l’informatica, la robotica, la tecnologia digitale, oppure lavorati a mano con il livello di artigianalità che fa del componente o dell’accessorio un pezzo unico.

Che si tratti di prodotti finiti o di prodotti lavorati in subfornitura per poi essere incorporati in altri beni o impianti, i componenti della meccanica e dell’automotive bolognese sono sparsi ovunque nel mondo e consentono alla nostra città di godere ancora oggi, nonostante tutto, di uno status economico tra i più elevati in Europa e al mondo.

Solo per fare alcuni esempi penso a settori di traino dell’economia locale quali la meccanica in tutte le sue mille sfaccettature, al legno e arredo (molte società di contract hanno sede nella nostra regione), alla protesica nel settore della salute (il distretto di Budrio rappresenta un’eccellenza mondiale). E’ proprio un artigiano di Budrio, il padre dei tutori dell’atleta Bebe Vio che con quelle protesi ha vinto l’oro nel fioretto alle paraolimpiadi del 2016.

Come dicevamo però sono molti i processi intervenuti nel passato più recente, negli ultimi 20 certamente la globalizzazione ha esposto la nostra manifattura meno specializzata ad una concorrenza proveniente dall’Asia e più in generale dall’Estremo Oriente con la quale (per ragioni di costo) risulta impossibile competere.

Inoltre, le imprese di dimensioni micro che rappresentano il 90% della nostra economia non dispongono quasi mai dei capitali necessari per investire nei processi di innovazione; il tasso di sostituzione delle vecchie imprese familiari con le nuove srl unipersonali non può certo farci stare sereni. Inoltre la crisi ha investito l’artigianato tradizionale che negli anni per diversi fattori non ha potuto riconvertirsi o rinnovarsi.

Fattori che penalizzano maggiormente i ricavi sono in ordine di importanza l’aggressività di prezzo dei competitor esteri, la crisi globale, la bassa competitività sistema Paese, l’Instabilità della nostra politica nazionale e spesso la superiorità tecnologica dei competitor esteri.

E purtroppo le leve sulle quali potremmo e dovremmo puntare sono note ma non sempre utilizzate per la carenza di capacità finanziarie: ricerca e sviluppo, marketing e comunicazione, gestione dei rischi, la leva finanziaria, la logistica e l’informatica e il digitale.

Nei processi di valutazione del personale poi inizia ad emergere con chiarezza che oltre alle competenze tecniche pesano circa il 66% ma poiché i lavori del futuro non sono ancora stati inventati iniziano a pesare le cosiddette Life skills, le competenze per la vita, termine riferito ad una gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono alle persone di operare con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale pesano il 34%. Inoltre, è dimostrato che l’impresa nella quale le life skills pesano meno del 40% ha un ROI pari a 9,2 contro un’impresa nella quale le LS pesano più del 40% e dove è dimostrato che il ROI cresce di più di un punto percentuale, toccando l’indice di 10,8.

Tutto questo per introdurre un tema che a mio avviso dovrebbe stare a cuore a tutti: quello della Manifattura a Bologna.

Assistiamo sempre più a processi di terziarizzazione e di delocalizzazione della manifattura fuori dal contesto cittadino. Si spopolano gli insediamenti artigianali ed industriali della nostra città rischiando di dar vita a nuovi problemi.

Pur non pensando di dover rispolverare alcuni strumenti del passato quali ad esempio i distretti produttivi e i centri di servizio alle imprese sorgono spontanee alcune domande:

  1. è ancora attuale puntare sulla manifattura a Bologna? o ci dobbiamo arrendere ad una terziarizzazione seppure accompagnata e integrata da alcuni aspetti identitari della nostra manifattura locale?
  2. cosa possiamo ed è opportuno fare ancora o come Comune di Bologna per sostenere la manifattura locale?
  3. l’esperienza di Fico ci indica alcune traiettorie di riqualificazione degli spazi produttivi nel rispetto della nostra identità manifatturiera ma con un forte legame ai nuovi trend del turismo esperienziale, è una ricetta che può valere anche in altri contesti settoriali?
  4. in quest’ultimo caso, quali azioni occorre mettere in campo per replicare questo tipo di iniziativa anche in altri settori che non siano il food?

Per raccogliere informazioni e suggerimenti utili ad orientare l’attività di questa amministrazione e all’attenzione di questa Commissione, ho invitato alcuni relatori in rappresentanza delle istituzioni deputate alla promozione delle imprese che potranno aiutarci nello sviluppo di questi ragionamenti:

Giada Grandi, Segretario generale della Camera di Commercio di Bologna, Guido Caselli, Responsabile Centro Studi Unioncamere Emilia Romagna, Lanfranco Massari, Coordinatore del Tavolo TIM Bo, William Brunelli, Confindustria Emilia, Claudio Pazzaglia, CNA Bologna e l’Assessore al Bilancio del Comune di Bologna, Davide Conte.

commissione attività produttive

Pertanto desidero ringraziarli fin d’ora e mi riservo di intervenire in seguito.

IUS SOLI Incardinato il DDL al Senato

Aaron è un bambino afroitaliano è nato in Italia, ha 8 anni e ha finito la seconda elementare alle Cremonini a Bologna. Gioca a basket, tifa Fortitudo (yeah!) e la mamma lo manderà al campo solare anche se è molto caro per lei.

Se tutto va bene, Aaron potrà ottenere la cittadinanza italiana grazie alla legge dello #iussoli che ieri finalmente è stata incardinata al Senato.

Ti aspetto in nazionale Aaron!!!

qui trovate il testo del DDL

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00940816.pdf

#marchforeurope2017

Ieri, 25 marzo 2017 abbiamo marciato per celebrare i 60 anni dell’Europa Unita. I trattati di #Roma sono considerati uno dei momenti storici più significativi del processo di integrazione europea.

Siamo partiti in pullman da Bologna per Roma con i ragazzi della “generazione #erasmus” per partecipare alla Marcia e affermare i valori dell’Unione Europea di democrazia e solidarietà perché reclamiamo un’Europa libera dall’ignoranza e dai populismi, basata su diritti e cultura.

Il consigliere Marco Lombardo (in quanto delegato dal Sindaco Merola ) ed io  (in forma privata) abbiamo marciato affianco al Gonfalone della nostra meravigliosa Città di Bologna, una città unica perché insignita per 3 volte da medaglia d’oro al valore civile e militare. La nostra #Bologna esempio per tutti i popoli europei di lotta antifascista e coraggio ha anche consegnato all’Europa illustri cittadini.

Un grandissimo ringraziamento va, da parte mia, ai Giovani Federalisti Europei ai Giovani Democratici che hanno organizzato il viaggio da Bologna, a tutte le forze dell’ordine che hanno lavorato duramente per assicurare la sicurezza e l’incolumità delle persone che come noi hanno preso parte alla marcia e ai nostri simpaticissimi e super professionali Vigili Urbani del Comune di Bologna che hanno issato il Gonfalone.

Sostengo convintamente l’idea di realizzare una Federazione di Stati Europei per poi giungere al progetto degli Stati Uniti d’Europa perché i singoli Stati non sono in grado di far fronte da soli alle sfide attuali e alle grandi crisi.

“La via da percorrere non è facile né sicura ma dev’essere percorsa e lo sarà” parola di Altiero Spinelli !

#stayfederalist #marchforeurope2017 #bologna cityofeurope

A Trento dal 2012 un progetto che favorisce convivenze molto salutari

“Dal 2012 a Trento alcuni richiedenti asilo convivono in case private con persone con problemi psichiatrici: danno un supporto relazionale, in cambio di un contributo che può arrivare a 723 euro al mese. Per le persone fragili è un guadagno enorme in qualità della vita, tanto che dall’area salute mentale il Comune ora ha esteso il progetto a anziani, minori e persone con disabilità.”

Il progetto si chiama “Amici per Casa” ed è partito nell’autunno 2012, sulla scia della prima ondata di emergenza migranti provenienti dalla Libia.
I profughi e i richiedenti asilo vengono segnalati dal circuito Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) (costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo), seguono un corso di formazione e un tirocinio, vivono insieme a persone con problematiche psichiatriche o con lunghe storie di emarginazione, ricevendo dal Comune un contributo che può arrivare fino a 723 euro al mese. Questo progetto nasce dall’intuizione e dalla determinazione di alcuni responsabili dei servizi comunali che gli immigrati non sono un soggetto fragile da accudire o un mero problema da risolvere: gli immigrati qui sono diventati una risorsa preziosa per il welfare locale. Arrivano prevalentemente dall’Africa, hanno un’età media di 37 anni e non hanno un reddito né un tetto.
Gli accolti, invece, sono in primis persone con problemi psichiatrici, che nei servizi tradizionali non trovano risposte ai loro bisogni. Le persone firmano un patto e vanno a vivere insieme, in case vere di cui curano la gestione quotidiana.

“Una persona che trascorreva più tempo in ospedale che fuori, ha ridotto i ricoveri a 5/6 all’anno. Un’altra è riuscita a costruire un vero e proprio progetto di vita indipendente e gli accoglienti sono diventati “badanti”, con contratti regolari. C’è chi ha riconquistato la cura di sé e con la propria persona, mentre una donna è stata affiancata da due ragazzi africani che avevano fatto come lei vita di dormitori: l’hanno ri abituata alla casa e sono riusciti addirittura poi a seguirne l’inserimento in una struttura per anziani dopo che le è stato diagnosticato un tumore.

Perché il modello di Trento è vincente?  Perché basato sul riconoscimento che esiste un “sapere esperienziale” degli utenti dei servizi di salute mentale e dei loro famigliari. A questo si aggiunge la convinzione che «chi ha vissuto tanti problemi, come i richiedenti asilo, è più capace di stare vicino a chi soffre» e sul fatto oggettivo che «le culture di provenienza di profughi e richiedenti asilo sono meno stigmatizzanti della nostra rispetto alla diversità e alla fragilità», afferma Renzo De Stefani, responsabile del servizio di salute mentale di Trento, il primo a scommettere sull’idea.

L’esito per il Comune è sorprendente se pensiamo all’importante riduzione dei costi. Il focus dev’essere la qualità della vita dei cittadini e solo per questo il progetto sarebbe vincente ma, tuttavia, la riduzione di costi è talmente evidente che è impossibile tornare indietro: con il contributo massimo si arriva a 23 euro al giorno!!! contro gli almeno 100 euro di qualsiasi struttura assistenziale. Il Comune di Trento su questo progetto ha deciso così di andare avanti: dalle prime convivenze sperimentali fatte tra richiedenti asilo e persone dell’area salute mentale, il 2015/16 è stato l’anno dell’introduzione di nuove forme di assistenza: la convivenza diurna, per persone che hanno bisogno di un sostegno solo in alcune ore della giornata, con l’accogliente che va al domicilio della persona accolta, ed il coinvolgimento di nuovi target: anziani, minori e persone con disabilità, anche in vista del “dopo di noi”. Anche alcuni italiani hanno fatto il corso e sono diventati accoglienti. Questa è una frontiera su cui il Comune di Trento ha già espresso l’intenzione di continuare ad investire.
A mio avviso, vista anche l’emergenza migranti che la nostra città certamente si troverà a gestire nei prossimi mesi e anni, è necessario che progetti come questo vengano messi in cantiere e da subito anche a Bologna. Per questo motivo ho ritenuto utile condividere con il Consiglio questo breve resoconto uscito sulla rivista vita.it ed è mia intenzione raccogliere tutta la documentazione di supporto per poter favorire la replicazione del progetto a Bologna con i necessari adeguamenti, coinvolgendo nei prossimi giorni anche all’assessore Rizzo Nervo.

Il futuro, dicono da Trento ed è cosa nota anche a noi, sarà sempre meno delle comunità ad alta protezione, costosissime e di scarsa utilità, e sempre più di queste forme imperniate sull’accoglienza e la convivenza tra pari».
Il valore aggiunto è proprio l’integrazione reale e sul campo fra sociale e sanitario. Per questo auspico che la Città di Bologna già così attiva nelle progettualità a sostegno del sociale possa guardare a questo progetto con grande attenzione e replicarlo qui a Bologna.

Qui l’articolo della rivista online Vita dove potete trovare un resoconto più esteso
http://www.vita.it/it/article/2017/01/04/trento-quelle-convivenze-molto-salutari/142064/

Il mio intervento in Consiglio Comunale sul Bilancio di Previsione 2017 

Vorrei fare un breve intervento che non entra specificatamente nel merito delle singole voci di spesa ma ripercorre un ragionamento generale sui vincoli dai quali credo l’amministrazione sia dovuta partire per presentare questo Bilancio e sulle sfide da cogliere. Da tecnico (quale è la mia origine) guardo alla complessità di questo lavoro e non posso non pensare quanto sia facile cadere nella critica leggera quando non siamo noi nella posizione di dovercene occupare direttamente. 
Un Comune come Bologna poi è un Comune non comune: – )

È un’amministrazione che chiede tanto perché da tanto e direi che, complessivamente, stante il livello di offerta dei servizi pubblici, chiede meno di quello che meriterebbe ricevere.

Penso ai servizi educativi, ai servizi socio assistenziali, ai servizi culturali, ai servizi della mobilità, allo slancio per nuove attività economiche e della promozione turistica. 

Ho sentito l’opposizione tacciare l’amministrazione di non voler ridurre i costi, ma io vorrei fare un distinguo. Una cosa sono i costi da efficientare, cosa differente sono i costi che consentono un ritorno degli investimenti. Il Comune, primo tra i Comuni più grandi d’Italia, chiude in tempo il suo Bilancio di circa 600 milioni di euro!

La crisi economico-finanziaria ha comportato il moltiplicarsi di vincoli sempre più stringenti sugli enti locali: sui saldi di bilancio, cui si chiede di registrare forti attivi, limitare soprattutto le possibilità di investimento, e sulle spese del personale, oltre ad alcune altre tipologie di spesa. Gli oneri di aggiustamento dei conti pubblici nazionali sono stati fatti ricadere in maniera intensa sui Comuni, a cui sono sottratte progressivamente sempre più risorse. Per il Comune di Bologna, negli ultimi tre anni i trasferimenti dallo Stato sono scesi di più di cento milioni di euro (pari a quasi un quarto della spesa corrente). 

Solo quest’anno grazie anche all’attività svolta dal precedente Governo, le città metropolitane hanno avuto la possibilità di accedere ai Fondi Europei PON Metro che auspico possano tradursi presto in un volano di sviluppo economico per tutta la Città Metropolitana.

Contestualmente i Comuni sono chiamati a rispondere ai nuovi e crescenti bisogni generati dalla crisi stessa e anche dai flussi di immigrazione ai quali il Comune di Bologna ha risposto con l’enorme spirito di solidarietà che è indentitario della nostra comunità. 

Questo contesto limita fortemente l’autonomia e la capacità di programmazione dell’amministrazione comunale e comporta scelte molto complesse e difficili, che richiedono una attenta definizione delle priorità e una accurata valutazione dei risultati.
Quindi: minore gettito da parte dello Stato (blocco in  finanziaria dell’aumento delle aliquote Imu). 

Le entrate fiscali sono la classica coperta corta: è un trade off, se riduco le aliquote della Tari alle imprese (tassa rifiuti di cui tanto si è parlato)  sarò costretto ad aumentare le aliquote sui cittadini, eppure le piccole imprese sono pur sempre cittadini! 

Allora mi pare che questa amministrazione nella criticità del momento abbia tenuto fede alle linee di mandato del sindaco ovvero di tutela delle fasce più deboli. In questo senso la riduzione dell’Irpef per i redditi sotto i 15.000 euro di Isee o l’investimento sulle scuole e sul welfare.

Dal lato dei costi la gara Atersir per il global service scaduta e che deve essere rimessa a bando impone costi che al momento non è possibile tagliare.

La riforma dei quartieri va proprio nella direzione di ri-accentrare la decisione della spesa inerente i servizi socio assistenziali e, al contrario, rendere invece periferici ed estremamente radicati sui territori i servizi di welfare culturale (si pensi ai circa 9 milioni di euro sulle biblioteche di quartiere). 

Un deciso intervento per la salvaguardia e il rilancio di importanti istituzioni culturali quali il Teatro Comunale.

L’istituzione di un ufficio dell’immaginazione civica che ha l’obiettivo di ricucire le relazioni di amicizia tra le persone e l’ideazione di progetti innovativi per la nostra città e per il miglioramento della vita dei nostri cittadini.

La firma dell’Accordo sul Passante che auspichiamo possa dotare quanto prima la nostra area metropolitana di un’opera urbanistica e trasportistica di alto livello.

Tutto questo può essere visto dalla minoranza come una decisione imposta ma io credo si tratti invece di una decisione politica condivisa con i nostri cittadini nel momento delle elezioni (la cui responsabilità è in capo al Sindaco e alla Giunta che con orgoglio si sono autointestati queste valutazioni).

A risorse calanti c’è la richiesta da parte dell’amministrazione di un patto di solidarietà sociale con le forze economiche della nostra città e credo che queste stiano rispondendo alla richiesta in maniera estremamente responsabile seppure nella grande difficoltà del momento.

Per questo motivo, credo che nei prossimi mesi l’amministrazione debba cercare di innovare ulteriormente questa relazione.
Come? Cercando di aumentare le entrate del Comune in maniera innovativa (anche attraverso progetti speciali in grado di valorizzare le competenze che la nostra struttura tecnica può e deve esprimere. Penso a progetti, da realizzarsi con Istituzioni pubbliche e private interessate allo sviluppo della nostra città. Ciò già avviene attraverso gli importanti investimenti finora fatti da grandi player privati, Fondazione Golinelli e Mast tra i primi. 

Facciamo in modo che ogni euro investito sia dal pubblico che dal privato possa generare un moltiplicatore importante di sviluppo economico e sociale.

L’amministrazione, Sindaco e Giunta,  ha avviato per questo un importante lavoro di ascolto e condivisione dei problemi del nostro tessuto imprenditoriale che ha un tavolo di coordinamento denominato TimBo. Io credo si tratti di una voce importante che non può e non deve restare inascoltata. I problemi delle imprese sono tanti, direi troppi e quasi sempre i piccoli imprenditori si sentono soli e abbandonati alla gestione delle loro criticità. La crisi ha comportato la fine di moltissime attività e ha impoverito il nostro tessuto non solo economico ma sociale della nostra città. Fare impresa deve essere un’opzione vera a Bologna! praticabile!  sia per i giovani che per le persone che hanno perso il lavoro. Proprio per questo motivo il Comune può lavorare su costi gravosissimi e quasi mai preventivabili (mi riferisco alla burocrazia, alle tasse, alla carenza di credito, per le attività commerciali agli affitti sproporzionati, alla concorrenza sleale da parte di attività abusive SI danni di chi lavora nell’illegalità).

Dal lato del mercato, il mercato locale è il primo mercato per queste imprese a partire dal mercato “pubblico” per la valorizzazione del quale lo scorso anno il Consiglio e l’Amministrazione erano giunte alla firma del protocollo appalti. 
Auspico quindi che la relazione con le imprese possa continuare il percorso proficuo già avviato e possa tradursi in risposte concrete. Proprio su questo presenterò insieme ad altri colleghi della maggioranza un odg che ha l’obiettivo di riformare il regolamento TARI a livello metropolitano, rivedere il regolamento che in un certo senso attualmente da adito ad avallare la doppia tassazione delle aree produttive e istituire un gruppo di lavoro intersettoriale per lo studio di nuove agevolazioni. 
Infine desidero congratularmi con l’Assessore Conte che soprattutto a noi neo-eletti ha presentato un Bilancio Accessibile e Trasparente, realmente comprensibile. Uno strumento che viene sempre vissuto come un coacervo di tecnicismi è stato “umanizzato” perché poi il Bilancio racchiude la storia dell’ente e la sua capacità di tradurre le risorse riscosse dai cittadini e dalle imprese, e altre entrate, in servizi e in beni pubblici locali così  come si legge dal sito di Open Democracy del Comune di Bologna. 
Buon anno a tutti! 

Lo Sport a Bologna: molto più di un’opportunità.

Oggi ho partecipato all’iniziativa VIVI LO SPORT – la festa della Polisportiva Pontevecchio.

È una delle società sportive più numerose di Bologna: cura la gestione di 21 impianti sportivi in città dal 1957, proponendo un’offerta che conta 22 discipline, attività ricreative, progetti scolastici e campi estivi per bambini, adulti e anziani.

Lo sport è sicuramente la disciplina che più di tutte è in grado di creare comunità e l’offerta multidisciplinare e ricreativa della Polisportiva e in generale delle società sportive e delle associazioni è importante per recuperare e diffondere la cultura dello stare insieme sia per i giovani che per tutte le fasce di età della popolazione bolognese.
Investire nello sport, grazie anche a politiche mirate, può accrescere in termini di sviluppo sociale ed economico il benessere della città di Bologna.
In questo incontro abbiamo parlato di integrazione: un pensiero va ai disabili e alle comunità migranti, perché lo sport riesce ad abbattere le barriere spesso più di ogni altra attività sociale.
La Polisportiva, come tutte le altre società, rappresenta una risorsa per il nostro territorio e la sfida più grande sarà affermarsi ancora di più come bene comune.
“La Pontevecchio è un format da brevettare – dice Manuela Verardi – un esempio di impresa in salute”.

Lo sport così è come un’impresa: necessità di una grande organizzazione, sia per difendere i fini manageriali sia per diffondere coesione sociale.
La prossima amministrazione dovrà impegnarsi a garantire condizioni migliori e non solo per gli atleti, i volontari e i dirigenti delle società sportive. Ma anche e sopratutto per i nostri giovani, per evitare che si isolino. Investire su luoghi fisici di aggregazione, infatti, vuol dire favorire la relazione sociale. Una relazione che sia anche transgenerazionale, che veda gli anziani impegnati in attività ricreative e sportive per il proprio benessere e che trasformi l’impegno in opportunità.

Un altro tema affrontato è stato quello del lavoro: in questo senso lo
Sport è lavoro e cultura e allo stesso tempo l’opportunità formativa di apprendere un metodo mentale e una disciplina per affrontare le sfide professionali del futuro.

Per i prossimi anni occorre dare priorità ai bandi, alla manutenzione e alla nuova impiantistica, alla rigenerazione di spazi urbani con strutture e costi sostenibili per la collettività. Per garantire benessere e portare avanti i valori fondanti la comunità.