OGGI IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA APPROVA IL BILANCIO PREVENTIVO 2019

Anche quest’anno il Comune di Bologna, tra i pochi in Italia, approverà il bilancio di previsione entro l’anno, confermandosi un comune virtuoso e in grado di rispettare di tempi, assicurando continuità e piena efficienza ed efficacia all’azione amministrativa.

700 milioni di euro investiti in servizi ai cittadini tra i migliori in Italia in termini qualitativi (non lo diciamo noi, lo affermano i nostri cittadini nell’ultima relazione sulla qualità della vita a Bologna) e lavori pubblici, in primis per la riqualificazione delle scuole e dell’edilizia pubblica.

Un plauso va anche al metodo di coinvolgimento dei quartieri e della cittadinanza nella costruzione delle linee strategiche di bilancio così come sulla condivisione delle stesse all’interno di un tour di consigli aperti che hanno appunto riportato a migliaia di cittadini gli obiettivi del prossimo anno.

Il bilancio di quest’anno, come spesso ha sottolineato l’Assessore Conte, non è qualcosa di immobile ma uno strumento vivo che si muove con il mutare delle esigenze della cittadinanza e a mio avviso riesce a veicolare molto efficacemente la capacità dell’Amministrazione di cogliere le mutate esigenze e di tradurle in servizi.

Al Bilancio sono collegati migliaia di interventi raccolti in specifiche delibere di giunta ma soprattutto nel DUP il cosiddetto Documento Unico di Programmazione (Dup) del prossimo triennio, cioè l’insieme dei progetti previsti dai singoli settori.

E’ un Bilancio innovativo come ha più volte sottolineato il Sindaco Merola perché prevede una riduzione del debito cui conseguirà una riduzione degli interessi passivi e delle rate dei mutui passivi a carico dell’Amministrazione.

Le risorse liberate dalla riduzione del debito (che ricordiamo derivano anche dall’alienazione di una parte delle azioni libere di Hera – anche qui una scelta fortemente voluta dalla maggioranza) sono risorse che, a pressione fiscale invariata e in alcuni casi addirittura in calo, il Comune potrà liberamente investire sui Servizi pubblici ai cittadini e in investimenti in Lavori pubblici.

Il debito del Comune di Bologna, che all’inizio di quest’anno era a quota 128,5 milioni di euro, sarà sceso al termine del mandato a 72,1 milioni.

Significa che l’indebitamento pro capite dei bolognesi calerà da 332 a 185 euro, una riduzione di oltre il 40%. Tra il 2017 e il 2021 si stima un risparmio di quasi 41 milioni in rate dei mutui: risorse che andranno ai cittadini attraverso i servizi, al welfare e alla scuola, alle assunzioni di personale.

Ha portato ottimi risultati anche l’impegno per il recupero dell’evasione dei tributi locali che dal 2011 ha riportato all’amministrazione oltre 105 milioni di euro da destinare ai servizi per la comunità.

Sul fronte delle entrate, è previsto l’anno prossimo un aumento degli introiti dell’imposta di soggiorno visto l’aumento del movimento turistico: si passa da circa 6 milioni della previsione 2018 a circa 8 milioni.

Previsioni in calo anche per le multe: da 62 milioni previsti l’anno scorso a 57 milioni previsti per il 2019, a conferma dell’efficacia delle misure di deterrenza.

Grazie a questi risultati, saranno 105.000 i cittadini bolognesi che potranno godere dell’esenzione Irpef che era stata annunciata per i cittadini a rischio di disagio economico. Circa 1 cittadino su 3 viene esentato dall’Irpef.

Grazie alla modifica del regolamento Tari, anche alcune migliaia di piccole imprese potranno godere di una riduzione della tassa sui rifiuti urbani assimilati, in quanto l’amministrazione ha accolto la richiesta di sanare una disparità di trattamento nel calcolo Tari tra imprese industriali e imprese artigiane, oppure in merito allo sconto conseguente all’avvio al riciclo di rifiuti assimilati.

Poiché però la priorità della nostra amministrazione è l’equità sociale e l’assistenza sociale e sanitaria universale, è intenzione dell’amministrazione continuare a sostenere chi ha meno e anche una fascia di popolazione (che fa riferimento al cosiddetto ceto medio) che si è molto impoverita negli anni e che oggi è a forte rischio di esclusione sociale.

La nostra priorità è quella sì della sicurezza ma certamente della sicurezza sociale, ovvero un poderoso sistema di welfare che solo nel prossimo anno prevede l’allocazione di circa 150 milioni di euro. Questa è la vera chiave del successo del Comune di Bologna, di questo andiamo orgogliosi noi consiglieri di maggioranza. Un sistema non scontato (!), e che certamente non voglio e non posso definire perfetto, ma che è frutto di scelte politiche condivise a livello locale, di un patto di responsabilità con le rappresentanze economiche economiche e sociali, ma che hanno una ricaduta concreta perché attuate, perseverate oserei dire dai nostri dirigenti e funzionari e dalla alta professionalità di tutti i nostri collaboratori. Colgo l’occasione di questo intervento per ringraziare tutto l’apparato tecnico del Comune di Bologna.

Nel welfare non posso non citare la mole di interventi previsti in azioni di promozione della salute pubblica, nella creazione di un numero telefonico unico ed una mail unica per l’accesso ai servizi sociali; nelle azioni sperimentali di presa in carico dei pazienti cronici già dall’accesso ai pronto soccorso (su cui presento anche un ordine del giorno teso a valorizzare questa sperimentazione e proseguirla). C’è poi tutto il fondo per la non autosufficienza per anziani e disabili messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna (50 milioni di euro), i contributi anti-scippo, i servizi per le persone che presentano caratteristiche di grave emarginazione, il servizio civile universale che assieme allo strumento del reddito di inclusione sociale o di quello che sarà il reddito di cittadinanza, sarà fonte di sostentamento per cittadini anche giovani che non sono ancora entrati o sono stati espulsi dal mondo del lavoro. Infine è prevista la ricomposizione di tutto il servizio sociale sotto la responsabilità del Comune.

Resta una grande incognita e deve destare preoccupazione in tutti noi il tema della protezione internazionale, in primis dei minori stranieri non accompagnati che con il Decreto Sicurezza rischiano di non poter più accedere ad alcun servizio del nostro Comune con conseguenti problemi anche per tutti i cittadini bolognesi. Ci tengo a fare una riflessione specifica su questo. Negli scorsi mesi il nostro Consiglio ha trattato un tema di grande attualità e inerente l’allontanamento di Mimmo Lucano sindaco di Riace dal suo paese con l’accusa di attività non corrette nella gestione dei migranti, molte voci si sono levate in sostegno di Lucano, una larga parte del nostro consiglio ha votato a favore del conferimento della Cittadinanza onoraria a questo Sindaco coraggioso che ha gestito una situazione esplosiva con gli strumenti che aveva a disposizione e con uno straordinario impegno personale.

E nonostante la solidarietà che va data a Lucano come a tutti quei sindaci dei piccoli comuni (in particolare quelli del sud) che lottano tra mille difficoltà, non posso non dire che è qui da noi, a Bologna, che il modello di accoglienza si è realizzato in tutta la sua eccellenza. Ciò è stato possibile anche perché il cosiddetto Sprar qui ha potuto attecchire su un sistema di welfare estremamente efficiente e già rodato. Non è pensabile un arretramento da questo punto di vista! perché ne va della tenuta del nostro sistema.

Altro pilastro di questo Bilancio, è certamente rappresentato dal Piano dei Lavori pubblici che non può passare inosservato e che va nella direzione di dare risposte al tema della Casa, dell’emergenza abitativa da destinare al fondo per l’affitto agevolato alle giovani coppie, agli studenti universitari, attraverso interventi sull’edilizia residenziale pubblica e che prevede interventi sulle periferie, interventi sulla sicurezza e qualificazione dell’edilizia scolastica. Si tratta di un complesso di interventi che complessivamente ammonta a 215 milioni di euro.

Va dato atto al Sindaco Merola di aver mantenuto la promessa di privilegiare gli investimenti nei quartieri periferici, nonostante il Governo giallo – verde abbia di fatto bloccato i 18 progetti del Piano Periferie già presentati dal nostro Comune e sui quali speriamo il Governo provveda quanto prima ad uno sblocco di risorse già stanziate dal governo precedente.

In questo senso vedo molto interventi interessanti, ad esempio il lavoro avviato dall’assessore Lombardo sull’Area produttiva delle Roveri, oppure il lavoro di incontro e ascolto che l’Assessore Aitini sta svolgendo sul Pilastro, a questo proposito ho ritenuto opportuno presentare un ordine del giorno relativo alla riqualificazione del Centro Commerciale e Artigianale del Pilastro che a mio avviso è un progetto strategico, sul quale per la sua peculiarità necessita e un supplemento di indagine e di approfondimenti che solo l’amministrazione grazie alle competenze disponibili può realizzare.

Penso poi al Bilancio partecipativo del Comune di Bologna, dove sono i cittadini a proporre e decidere alcuni progetti da finanziare nel proprio quartiere.

Penso ancora al lavoro sul centro storico, alle indagini avviate anche dalla Assessora Orioli in merito alla possibilità di presentare anche per Bologna un Regolamento per la Valorizzazione del Centro Storico (chiamato anche Decreto Unesco). Tema sul quale avevo presentato un odg lo scorso anno e rispetto al quale ho voluto portare un contributo anche quest’anno con la presentazione di un ordine del giorno sul censimento e la valorizzazione delle Botteghe Storiche a Bologna e la loro possibile transizione verso la forma della Bottega Scuola.

Quest’anno poi avrebbe dovuto essere anche un anno importante per una grande opera per Bologna: il Passante di Mezzo e l’insieme delle opere di adduzione e compensative per le quali il Comune di Bologna aveva già raggiunto un accordo e aveva lavorato per migliorare la viabilità cittadina e lo snodo a livello nazionale.

Anche qui dobbiamo ritenerci vittime di una decisione imposta dal Governo. Un atteggiamento che nel metodo valuto come estremamente negativo in quanto noncurante delle decisioni che l’amministrazione aveva preso con grande responsabilità e condiviso con la cittadinanza. Auspico si riesca, invece, nel merito, a recuperare almeno una parte di questo lavoro per il bene dei cittadini. Come trovo molto positivo il lavoro sulla Mobilità, in primis la progettazione del tram, le piste ciclabili, il rafforzamento del sistema ferroviario metropolitano. Tutti pezzi del Pums Piano Urbano per la Mobilità sostenibile.

Non c’è molto tempo per illustrare le tante buone scelte di questo Comune e probabilmente parlano per noi i volti felici dei nostri cittadini e dei turisti che ogni giorno godono della bellezza della nostra città, parla per noi il tasso di soddisfazione altissimo dei nostri concittadini in merito a molte variabili.

Ad esempio dall’80 all’85% dei cittadini intervistati per l’indagine sulla qualità della vita a Bologna segnala una grande soddisfazione in merito alla propria vita personale, lavorativa, della propria zona di residenza. E’ altresì altissimo il gradimento dei servizi pubblici, da quelli culturali come le biblioteche (molto apprezzate dal 90% degli intervistati) all’illuminazione pubblica (si pensi al grande investimento nel passaggio all’illuminazione pubblica a LED). Sono altissimi i livelli di partecipazione sociale, partecipazione culturale, adesione alle associazioni di volontariato.

Non mancano certamente le criticità e livelli di soddisfazione più bassi, in merito alla cura della città, al sistema della raccolta dei rifiuti, ma si tratta di temi sui quali siamo molto impegnati per migliorare lo stato delle cose.

Io credo che nei prossimi anni questo Comune debba continuare a puntare con decisione nella direzione avviata e avere coraggio nel distribuire risorse in progetti speciali legati al rafforzamento delle competenze dei giovani e di conseguenza del loro benessere, sia in termini di accesso ai servizi che dal punto di vista della formazione e dell’incentivo all’auto imprenditorialità.

Io stessa mi impegno a continuare a portare il mio contributo in questa direzione.

Grazie Presidente.

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